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Roberto Giachetti > Politica > articolo

1 ottobre 2009: il precedente della tagliola

 
Roma, 04-02-2014

Il presidente Fini applica la "tagliola" fissando la data e l'ora del voto. L'unica differenza con quanto accaduto giovedì è che l'allora opposizione interruppe l'ostruzionismo prima dell'ora stabilita per evitare di rendere la norma esecutiva. Il Movimento 5Stelle ha invece deciso di proseguire l'ostruzionismo rendendo inevitabile l'esecuzione della norma.
 

Questo il resoconto stenografico del presidente Gianfranco Fini 
Colleghi, vi prego di prestarmi un po' di attenzione. Per quanto riguarda il prosieguo dei lavori dell'Assemblea, desidero informare l'Aula che si è testé svolta la riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo da me convocata anche a seguito di contatti intercorsi con i gruppi parlamentari in merito all'iter del decreto-legge al nostro esame. La riunione ha fatto seguito a quella di ieri nella quale, come vi è noto, richiamandomi alle pronunce della Presidenza della Camera risalenti alla XIII legislatura, ho ricordato che è precisa responsabilità della Presidenza assicurare la deliberazione dell'Assemblea sul decreto-legge entro i termini previsti dalla Costituzione ed ho indicato le ore 15 di oggi come termine ultimo per procedere al voto finale. Ciò considerata la scadenza del decreto-legge, prevista per sabato 3 ottobre e considerata, altresì, la necessità di assicurare i margini di tempo necessario per l'esercizio da parte del Capo dello Stato delle sue prerogative costituzionali. Nella riunione odierna della Conferenza dei presidenti di gruppo ho fatto presente che, ferma restando la succitata necessità di consentire al Capo dello Stato un margine di tempo per l'esercizio delle sue prerogative, considerata la scadenza del decreto-legge prevista per la mezzanotte di sabato e preso atto delle pubbliche e reiterate richieste dei gruppi di opposizione di potersi avvalere di tutto il tempo ritenuto necessario per l'esame degli ordini del giorno, la Presidenza ha acconsentito ad un prolungamento dei tempi del dibattito che permetta, comunque, di contemperare le tre esigenze sopra indicate - esigenze che la Presidenza reputa tutte fondate - consentendo quindi ai gruppi di opposizione di argomentare adeguatamente le loro opinioni nel dibattito. La Presidenza ha altresì formulato l'auspicio che le fasi dell'iter che ancora devono essere svolte si concludano entro le ore 13 di domani, venerdì 2 ottobre. A tale scadenza l'Assemblea sarà in ogni caso chiamata alla votazione finale sul provvedimento, quale che sia la fase procedurale nella quale l'Assemblea si trovi.


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Facciamoci del male!

On. Giachetti, chiedo scusa ma trovo fuorviante e sostanzialmente scorretto affermare che "Il presidente Fini applica la "tagliola" fissando la data e l'ora del voto". Stà agli atti l'intenzione, non l'applicazione. Altrimenti secondo la sua logica(e quella di chi legittima la tagliola), il regolamento della camera è qualcosa non di scritto e condiviso democraticamente, ma è qualcosa di estemporaneo e derivante dalle intenzioni del Presidente della Camera di turno. Con tutto il rispetto, Le sembra normale? E' possibile che il Presidente della Camera di turno, che dovrebbe garantire l'applicazione del regolamento, possa "normare" per una sua intenzione arbitraria? Sa perché le chiedo questo? Perché trovo proprio scorretto, a mio modesto parere, che qualora il Presidente della Camera di turno possa normare in modo estemporaneo contravvenendo ai princìpi democratici sanciti dalla nostra Carta Costituzionale(come nel caso della tagliola), questa diventi regola. Questo mi porta grande sconcerto sia per quanto accaduto nel 2009: infatti mi chiedo, perché allora smettere di opporsi? Errore che, chiunque abbia un po' di onestà intellettuale, riconoscerà. Possiamo dimenticare le parole che Soro rivolse a Fini? Cosa portò l'arresa? Cos'è cambiato da allora? E perché ci si arrese allora? Altro ulteriore sconcerto lo porta il fatto di citare proprio il caso del 2009 con Fini. Della serie "facciamoci del male!". Chiudo con una citazione provocatoria che forse nel 2009 al Pd non sarebbe piaciuta e nemmeno alla sinistra tutta, ma che da qualche giorno, con rammarico, inizio a pensare sia sempre stata calzante, come un motto. Che sia proprio questo il senso di "Cambiamo verso"?: “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui". - Ezra Pound

Inviato da Fred il 05-02-2014alle 04:16
Strategia studiata per altro e non solo per il decreto IMU-Banca di Italia

Penso che la strategia usata dal M5S era ed è dovuta, più che al decreto IMU-Banca d'Italia, a fermare il progetto di riforma della legge elettorale che si trovava nelle stesse ore in discussione alla Camera in seno alla Commissione Affari Costituzionali. La domanda che mi faccio io è la seguente ? Perchè il M5S non ha fatto la stessa identica opposizione in Senato ? perchè in soli 8 giorni di discussione il Senato ha approvato il decreto ? Se il M5S voleva assolutamente fare opposizione poteva cominciare nell'aula dove oltretutto la maggioranza aveva più difficoltà. Evidentemente la strategia ormai lo sanno pure i sassi era ed è quella di far bloccare il protagonismo del PD che mai come in questa fase è sicuramente propulsore dell'agenda politica attuale. Roberto Giachetti, che conosce bene la prassi e la vita del parlamento sa che vi sono stati anche momenti più duri ma non si è mai bloccato o cercato di bloccare una commissione che doveva votare e discutere un argomento al centro dell'interesse nazionale. Giustamente come dice Giachetti non parlerei di eversione ma di comportamento al limite da parte del gruppo parlamentare. Comunque ormai chi parla male del M5S è un nemico da mettere alla berlina. Quasi quasi se non sei un acerrimo nemico del M5S non sei nessuno.

Inviato da Giovanni Davoli il 04-02-2014alle 18:40
che differenza c'è tra prassi e consuetudine costituzionale?

Però Giachetti deve spiegare cosa intende per prassi e che differenza c'è tra prassi e consuetudine costituzionale. Se la prassi come ci insegnano manca di continuità allora in quale momento la prassi della tagliola parlamentare è diventata consuetudine alla Camera dei Deputati? Quando l'atto o fatto extraordinem è divenuto giuridico! Se parla di prassi, la prassi non può fare giurisprudenza! Saluti

Inviato da Paola Lobina il 04-02-2014alle 15:43
La durissima opposizione del pd contro lo scudo fiscale

Fu così dura che poi al momento della votazione mancarono una ventina di deputati pd, se fossero stati presenti lo scudo fiscale non sarebbe passato. Che ostruzionismo è? Il pd fa ridere.

Inviato da Marco Lillo il 04-02-2014alle 13:06
Ed ecco cosa pensava il PD nel 2009 sull'uso della ghigliottina

Era il 30 settembre 2009, al governo c’era Berlusconi e sullo scranno più alto di Montecitorio siedeva Gianfranco Fini. In aula si discuteva il decreto sul tanto discusso Scudo fiscale (che poi passò grazie all'assenza di 32 deputati, 24 del pd tra cui D'Alema, al momento della votazione della fiducia, ndr). Le opposizioni (allora Pd e Idv) alzarono le barricate, praticando un ostruzionismo selvaggio con l’intento di far decadere il decreto. Cosa che mandò su tutte le furie Fini. Nell’ultima capigruppo prima del voto l’ex presidente della Camera minacciò la ghigliottina. "E’ una precisa responsabilità del presidente della Camera dei deputati avere la deliberazione dell’Aula prima della decadenza del decreto", disse in quell’occasione, auspicando "una intesa di metodo per un percorso di lavoro fino al voto finale, evitando il ricorso alla ghigliottina". Apriti cielo. L’opposizione protestò duramente, chiedendo a Fini di non fare ulteriori forzature e di consentirle di esercitare i suoi diritti. "Sarebbe davvero imperdonabile se si applicasse la ghigliottina per la prima volta nella storia su di un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno", affermò l’allora capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro, riferendosi alla minaccia di Fini. "Lo stesso presidente Fini - spiegò Soro - ha condiviso il termine anomalia oggettiva cui cui si definisce questo decreto per la sua natura e per il suo processo normativo. Per questo auspichiamo che il presidente Fini non applichi la ghigliottina, consentendo all’opposizione di avvalersi di tutte le sue prerogative". Le stesse prerogative che oggi il Pd nega alle opposizioni.

Inviato da Mirko Martinez Bazan il 04-02-2014alle 13:01