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Roberto Giachetti

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Sono nato a Roma una cinquantina di anni fa, sono divorziato e ho due figli.

Dopo una militanza giovanile nei Radicali, nei primi anni 90 ho condiviso con Francesco Rutelli l’esperienza amministrativa al Comune di Roma, come Capo della sua Segreteria e Capo di Gabinetto fino al 2001. Sono stati anni importanti per Roma, che hanno trovato un approdo naturale nella nascita della Margherita, di cui sono stato uno dei fondatori assumendo anche l’incarico di coordinatore romano del partito.

Nel 2001 sono stato eletto deputato per la prima volta nelle fila della Margherita, successivamente nel 2006 con L’Ulivo di Prodi e nel 2008 con il neonato Partito Democratico, di cui sono stato uno dei primi e convinti sostenitori. Nell’ambito della riorganizzazione dei gruppi a Montecitorio ho ricoperto nelle ultime due legislature il ruolo di Segretario d’Aula, appassionandomi allo studio dei regolamenti senza rinunciare, nell’arco della mia attività politica e parlamentare, a continuare ad occuparmi delle tematiche che più mi stanno a cuore. La mia formazione personale e politica mi ha portato a concentrarmi “naturalmente” sull’universo dei diritti umani e civili, sulla condizione dei reclusi e delle strutture carcerarie (ogni anno passo il Natale e l’ultimo dell’anno con i detenuti), sulla tutela dell'ambiente ed ai relativi programmi di sviluppo sostenibile (sono socio sostenitore di Legambiente da molti anni); inoltre mi sono fatto promotore di iniziative volte a garantire il rispetto delle regole istituzionali.

L’esperienza della non violenza fa parte integrante del mio percorso umano e per buona parte della mia vita politica l’ho adottata consapevolmente per sposare cause che ritenevo giuste e meritevoli di attenzione, come quando nel 2002 ho affiancato Marco Pannella nello sciopero della sete per sollecitare il Parlamento a ripristinare il plenum della Corte Costituzionale attraverso l'elezione dei due giudici mancanti; o quando nel 2004 ho digiunato per un mese per ottenere la calendarizzazione, a distanza di anni, del ddl Frattini sul conflitto di interessi (a dispetto delle promesse elettorali che lo volevano risolto in 100 giorni), o quando ancora mi sono battuto contro la paralisi di quattro mesi in cui si è trovato il Parlamento, ancora una volta, nell'elezione di due membri della Consulta.

Nel 2007 la prospettiva del Partito democratico inteso come forza progressista a vocazione maggioritaria che nascesse sulle ceneri dei due grandi partiti della Prima Repubblica e che, al contempo, li superasse con la creazione di una realtà politica nuova, moderna, riformista e slegata dalle vecchie ideologie mi ha affascinato da subito. Al punto da impegnarmi in prima persona, di fronte agli ostacoli e ai ritardi che hanno accompagnato questa esperienza prima che vedesse la luce, intraprendendo uno sciopero della fame per sollecitare gli organi dirigenti del Pd ad indicare una data certa per l’Assemblea Costituente (e nel 2008 con l'obiettivo di ottenere una formale deliberazione della data per lo svolgimento delle primarie a Roma).

Nel luglio dello stesso anno, anche per tastare l’umore della gente sulla prospettiva politica verso cui ci si avviava, ho messo insieme a un gruppo di ragazzi l'iniziativa "Salite a bordo" e siamo saliti su un pulmino che ha attraversato l’Italia più nascosta, quella dei borghi e dei paesi di mille anime, e dopo un viaggio di due mesi è nata l'Associazione CarpeDem, un progetto mirato alla creazione di una rete di scambio di opinioni ed idee sulla politica e sulla società, con l’occhio rivolto al Partito Democratico e con l’obiettivo di dare un contributo diverso ed innovativo ai modi e alle forme della partecipazione.

E’ stato quello un periodo intenso ed impegnativo (anche perché fare avanti e indietro con Roma per stare in Aula ad organizzare un gruppo di più di 200 persone lo è necessariamente!) ma resta fra i più belli della mia esperienza politica e soprattutto umana. Sono felice di averlo fatto, lo rifarei domani, so di averlo fatto “sdoppiandomi” con il mio parallelo ruolo in Aula ma credo onestamente di non aver trascurato nulla dei miei impegni parlamentari e di questo sono contento.

Nel 2008, sulla scorta delle tante persone conosciute per quella strada e per non disperdere questo straordinario patrimonio umano e civico, come Associazione ho lanciato un corso di formazione sui generis, giocato sul titolo Formazione in corso, una sorta di formazione “al contrario” e al contempo il primo format televisivo del Pd, in cui questi giovani hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i principali protagonisti dei vari settori della società in maniera paritetica, gestendo direttamente le varie giornate attraverso domande dirette e senza filtri, realizzando schede video con dati e statistiche, elaborando e producendo documenti in piena autonomia. In parallelo ho promosso e “sponsorizzato” una lista di giovanissimi alle comunali di Roma nel 2008 con il relativo format tv Fammisentirelavoce.

In tutto questo – come detto – ho proseguito i miei impegni parlamentari, sia gestendo il gruppo dal punto di vista strategico ed organizzativo, sia portando avanti, anche individualmente, battaglie politiche in cui credevo; come quella sulla riorganizzazione della disciplina dei magistrati fuori ruolo che ho combattuto prima in Commissione e poi in Aula e che mirava a regolamentare un istituto che, allo stato attuale, rappresenta a mio avviso una stortura sia in termini giuridici che politici.

Ho condotto una battaglia per la riforma della legge elettorale e due scioperi della fame durati il primo 123 giorni e il secondo 69 affinché – dopo mille promesse e nonostante la sollecitazione continua del Capo dello Stato, che peraltro mi ha scritto una bellissima lettera - venisse abrogato il Porcellum. In questi anni da parlamentare il mio ruolo di Segretario d’aula, il mio pane quotidiano, è stato centrale sia per una logica questione di investimento di tempo ma soprattutto perché, per un appassionato di regole come sono, mi ha consentito di studiare, di approfondire, di escogitare strategie utili per importanti vittorie parlamentari, come accaduto ad esempio con il processo breve o con “la spallata” finale con cui il Pd ha costretto il Governo Berlusconi a fare i conti con una maggioranza evaporata.

E proprio sulla scorta di questo impegno totalizzante sui banchi di Montecitorio mi è venuta l’idea di raccontare in modo rapido e sintetico l'attività settimanale in Aula, attraverso un canale YouTube dedicato, con brevi resoconti trasformatisi in una sorta di rubrica chiamata "Pillole da Montecitorio". Contestualmente ho iniziato a sperimentare e ad apprezzare la funzione dei social networks, in particolare facebook e twitter grazie ai quali posso interagire e confrontarmi sui temi piu diversi, non soltanto quelli legati all'attività politica e parlamentare.

Dal 21 marzo 2013 sono Vicepresidente della Camera dei Deputati.

Il 6 marzo 2016 mi sono candidato alle elezioni amministrative per la carica di sindaco di Roma.